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il post in cui c’è una poesia di mia sorella

5 gennaio 2009

Questi che seguono sono versi di mia sorella, me li ha fatti leggere qualche giorno fa e trovo che sia stata molto brava. Li pubblico qui perché mi sono piaciuti, anche se sono cupi: è un lato di lei che non conoscevo ma d’altra parte chi può dire di conoscere veramente a fondo i propri parenti?

Lo Stress

Finché il nero silenzio non inizierà a cinguettare,
resterò inghiottita dal Malvagio
che il giorno senza fine
ha affidato alle mie lenzuola.
Il sole non l’ha portato via con sé,
la luna non ci ha neanche provato
e Lui respira la mia aria,
si insidia tra i pensieri ed il cuscino,
mi arrotola giocoso alle sue cento pieghe,
nutrendosi del sudore che le tiene sveglie
e quando le mie ciglia, stanche,
avranno scattato l’ultima orrenda foto,
nei miei occhi chiusi aprirà
il suo macabro sipario.
Quando il nero silenzio cinguetterà,
il giorno agonizzante sarà andato
ed io crollerò
in quello appena nato.

Mans

in settenari

6 dicembre 2006

Mi diverte molto comporre canzonette in settenari, in questo caso sono 2 strofe di 3 quartine.
Nella prima quartina i settenari sono piani e a rima alterna; nella seconda i due piani rimano, c’è uno sdrucciolo ed uno tronco, che rima col corrispondente della seconda strofa; nella terza quartina pure, ma i versi piani sono il 2-3 anzichè 1-3. Congedo in 2 endecasillabi in rima.

Vale la pena precisare che la canzonetta è di mia composizione e non l’ho copiata neanche per una sillaba. Anche se può essere di scarsissimo valore è comunque un mio componimento per cui a me piace pubblicarla nel blog. Si accettano commenti in settenari.

     La morbida fanciulla
sorrise al canarino,
dormivan nel culla
un gatto ed un bambino.
Aprendo la gabbietta
le gialle ali uscirono
la dolce giovinetta
radiosa sospirò:
“Va via per l’aria limpida,
il giorno sta svanendo
allegra io ti rendo
la giusta libertà!”

Ma poi si svegliò il gatto
alle urla del piccino
fulmineo nello scatto
insegue l’uccellino.
La giovin disperata
temendo pel volatile
in volto conturbata
al micio così urlò:
“Se tu l’ammazzi, sappilo,
gattaccio traditore,
uccidi in me l’amore
e la felicità!”

L’agile gatto, il giallo pennuto:
a voi stabilire che cos’è accaduto!

non puoi farci nulla

29 novembre 2006

Alla porta c’è un ragazzo con gli occhi gonfi di sonno perduto. Senza parlare, lascia che io guardi e si mette e rovistare nell’armadio. Nella stanza c’è un amico, che si sta rifacendo il letto. Si volta meccanicamente a vedere chi è, poi continua senza badare a me. Li lascio in pace e busso all’altra porta del pianerottolo, mi apre una ragazza scalza, coi capelli raccolti da un elastico e l’aria seccata. Senza parlare, mi lascia osservare. Vedo i piedi e le gambe di un uomo sdraiato sul letto, la luce azzurrina della tv accesa. Li lascio stare, e busso alla terza porta.

In strada c’è la domenica mattina, col rumore delle stoviglie dalle finestre aperte, i ricami del sole sull’asfalto e una vecchia che canta rime dimenticate da tutti:

Oh dolce amore mio
l’attesa mi distrugge
la nostra vita sfugge
ritorna qui da me.
Oh cara innamorata
non stare più in pensiero
l’amore nostro è vero
ritornerò da te.”

Un balordo piscia dietro i bidoni dei rifiuti e nel ricordo della vecchia. Vorrei prenderlo a cazzotti, ma non sono che in un sogno, ed è ora che mi svegli.

Caos

7 ottobre 2006

Fulmini gialli urla uccelli volano via via per sempre via un tuono ancora
pioggia già cadi gelo ghiaccio nel cuore
freddo ho freddo
gocce sul volto
ed è buio, notte nubi buio terrore un urlo ancora uno, aiuto son solo
solo non ha senso sono solo scorre il tempo senza me io resto fermo
aspettatemi

    ah! le mie mani sono fredde sono bianche

ah non vedo più nulla non vedo non vedo perchè a me? perchè a me?
è finito respiro lento più lento più lentamente piano ce la faccio sì posso
i miei piedi sono freddi sono bianchi
i miei occhi sono gonfi, altre gocce sul mio volto, un tuono un lampo
muovo un passo.

Crepe

5 agosto 2006

Sabato sera
In silenzio leggo
pagine di libri.
Mi tengo compagnia
e la tenda si muove.
Fuori qualcuno sorride,
ma non a me.
Mi fanno male le gambe,
camminare è doloroso.
E tu sei altrove,
lontano, faccio fatica, ti prego

aspettami.

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